Scozia

GREYFRIARS BOBBY – il fedele cucciolo di Edimburgo

Come promesso nell’articolo precedente, oggi parleremo di uno dei simboli di Edimburgo, forse il più dolce e carico di sentimento. Non conoscete la storia di Bobby? Armatevi di fazzoletti perché questa storia scioglierà anche i cuori più gelidi!

Verso la metà dell’800,  un contadino di nome  John Gray prese servizio come guardia notturna nella città di Edimburgo. Per sopportare al meglio le interminabili passeggiate di ricognizione della città, John prese con sé un cagnolino, un terrier a cui venne dato il nome che oggi tutti conosciamo, Bobby. Bobby e John Gray rimanevano insieme durante le ronde notturne ed in breve tempo divennero veri amici. Con il passare del tempo i due divennero inseparabili ma purtroppo il loro legame venne spezzato dopo soli due anni, a causa della morte del signor Gray per tubercolosi. E’ il 1858 e questo brutto male, che oggi per fortuna è sotto controllo, a quei tempi mieteva vittime in tutta l’Europa.

 

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La statua di Bobby, davanti al Bar a lui dedicato.

 

Il signor Gray venne così sepolto nel cimitero della Greyfriars Kirk, nella old town e il suo cagnolino Bobby, presente durante la sepoltura, si accucciò nella zolla di terra che accoglieva il suo amato padroncino. Purtroppo la legge cittadina prevedeva che i cani non potessero accedere al cimitero così il nostro cagnolino venne cacciato più volte dal guardiano di Greyfriars ma la storia narra che riuscì sempre a rientrarvi, approfittando del buio della notte, per poter dormire vicino al suo padrone. La presenza di Bobby e la sua devozione però venne notata da tutti, tanto che dopo qualche tempo gli venne permesso l’accesso al cimitero. Perfino il rigido custode che in un primo tempo aveva fatto di tutto per allontanarlo si preoccupa di fargli avere acqua e cibo e gli costruisce un riparo dove può proteggersi dal freddo. La gente del posto raccontò che, soprattutto nel corso dei freddi inverni scozzesi, spesso trascorreva la notte in casa di qualche abitante del quartiere ma al mattino tornava subito di corsa sulla tomba del suo padrone, quasi a sentirsi in colpa per averlo lasciato solo durante la notte. Il cane devoto si allontanava dalla tomba solo quando il cannone del Castello di Edimburgo sparava alle ore 13, per andare a mangiare qualcosa nella trattoria a due passi dal cimitero, dove lui e il suo padrone una volta mangiavano insieme ; si racconta che una grande folla si raccogliesse nella piazza antistante al cimitero, per aspettare lo sparo che desse al cane il segnale. La sua storia commuove l’intera cittadinanza tanto che quando nel 1867 esce una legge secondo la quale i cani senza padrone devono essere eliminati, interviene il primo giudice di Edimburgo di persona che gli conferisce la cittadinanza d’onore pagando lui stesso la tassa dovuta di anno in anno e comprandogli un collare con inciso il suo nome. Questo piccolo Terrier rimarrà per ben 14 anni accanto alla tomba del padrone, fino alla propria morte nel 1872, e non avendo potuto essere seppellito nello stesso cimitero di John Gray, in quanto terra consacrata, fu sepolto sotto il South Bridge presso il Greyfriars Kirkyard, non lontano dalla tomba di John Gray.

Nel cimitero, invece, è stata posta una lapide con incisa la frase: “Let his loyalty and devotion be a lesson to us all” – “Possa la sua fedeltà e devozione essere da esempio per tutti noi”. bobby_lightbox

Un anno dopo la morte di Greyfriars Bobby, la Baronessa, Lady Burdett-Coutts fece erigere una statua in suo onore, davanti al cancello del cimitero. La sua storia ha commosso e toccato il cuore di tutti i cittadini tanto che il 14 gennaio di ogni anno si festeggia il Greyfriars Bobby Day!

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La ciotola di Bobby e il collare con la la licenza ottenuta grazie a Sir William Chambers e grazie alla quale Bobby, dopo la morte di John non venne più considerato randagio si trovano  all’interno del Museum of Edimburgh sul Royal Mile.

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Parecchi libri e film sono ispirati alla vita di Bobby, tra cui il noto film Greyfriars Bobby di Don Chaffey tratto dall’omonimo romanzo di Eleanor Atkinson.

 

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