Scozia

RIEVOCAZIONI IN SCOZIA – vivere la storia nel presente

Se desiderate un ricordo indelebile del vostro viaggio in Scozia che renda la vacanza davvero unica, vi consigliamo di assistere ad una delle tante rievocazioni storiche sul territorio. Per gli appassionati di storia, per chi desidera conoscere il passato di questa terra e perché no, per i bambini e la loro curiosità, questa è sicuramente una scelta da prendere in considerazione.

Assistere ad una rievocazione significa divertirsi e conoscere vivendo in prima persona le battaglie e gli eventi che hanno segnato il passato. Ogni evento è unico e bellissimo, potrete   essere spettatori di scenette, duelli e schermaglie, fino ad assistere ad una “vera e propria battaglia”, con accampamenti di fronti nemici, allestiti come  erano in passato.

Spesso si tratta di associazioni senza scopo di lucro formate da appassionati di storia che desiderano divertirsi e far conoscere determinate epoche del passato che hanno avuto particolare rilevanza. Certamente sarà emozionante trovarsi di fronte ad una giubba rossaun vichingo o un cavaliere medievale! E chissà che la battagli non infervori il vostro cuore come doveva essere in passato!

Oggi abbiamo con noi Ettore Viscontini, un ragazzo italiano che vive in Scozia e che fa parte dell’ associazione Alan Breck’s Volunteer Regiment (www.alanbrecksregiment.org.uk). Grande appassionato di storia e revocazioni, chi meglio di lui poteva farci entrare in questo magico mondo?

Ciao Ettore, bentrovato! Raccontaci un po’ di te, come sei arrivato in Scozia a fare rievocazioni?

Ciao, dunque, vivo in Scozia da circa due anni e sono un rievocatore ormai da venti! Ho cominciato quando, ad un evento organizzato dalla Hoepli di Milano, un’ associazione faceva reclutamento con un corso di spada. Mi sono subito iscritto al corso, e da lì, è cominciato tutto! Ho partecipato a tantissimi eventi negli anni fino a formare nel 2004 il mio gruppo: Adui Touta Gallica, di cui attualmente sono ancora il responsabile (con la difficoltà relative alla distanza!).

Sono venuto qui con l’idea di dedicarmi a Caledoni e Pitti scoprendo che, peró, questi popoli sono quasi totalmente assenti dal panorama rievocativo locale, a causa dei pochi ritrovamenti. Sopratutto per quanto riguarda i Pitti, le informazioni sono davvero scarse. (N.d.r. i Pitti erano una confederazione di tribù stanziate, in quella che più tardi diventerà la Scozia Nord Orientale)

E come sei entrato nell’associazione Alan Breck’s Volunteer Regiment?

Un amico conosciuto online mi ha introdotto al gruppo di cui faccio  attualmente parte, che si occupa della rivolta del 1745. Sono quindi entrato nelle vesti di giacobita. Nel gruppo ho conosciuto poi  persone appassionate anche di altri periodi storici, tra i quali i Romano-Britanni del II secolo. A loro mancavano alcuni elementi di approfondimento, quali alleati e nemici delle popolazioni autoctone e questo mi ha spinto a riprendere in mano il “progetto Caledoni”.

Ah bene! Diciamo quindi che il panorama delle rievocazioni è vario e per tutti i gusti! Ci sono altre particolarità?

Si, infatti nel frattempo si è creata una frangia della nostra associazione sul periodo Tudor.
Ho quindi colto l’occasione per chiedere se avessero bisogno di Galloglass: i mercenari scozzesi del Nord entrati nel panorama scozzese tra lil 1400 e il 1600. Inizialmente non erano molto convinti, “solo fieri volontari di Scozia!” mi dicevano. Ma poi ho mostrato una foto del progetto al responsabile (che è uno storico riconosciuto a livello locale), che mi ha contattato per dirmi che sarebbe stato ben felice di avere un “highlander” realistico, come descritto dai testi dell’epoca.

Indubbiamente tutto questo è interessantissimo, hai avuto anche altre esperienze legate a questa tua passione?

Decisamente! La passione per la storia e la rievocazione mi ha portato anche in due inaspettati contesti: comparse e stunt cinematografici in film storici girati su territorio scozzese. Davvero fantastico! Proprio da questo è nata l’idea di mettermi in proprio producendo repliche e ricostruzioni di abiti storici con tecniche originali.

A proposito di vestiti, durante le rievocazioni su chi fate affidamento per abiti e accessori dell’epoca?

Per gli accessori e le materie prime abbiamo rivenditori specializzati su cui facciamo affidamento. Per gli abiti…c’è chi li compra e chi, come me, se li fa!

Io sarei un rivenditore specializzato nell’abbigliamento ?

Come sei approdato alla sartoria d’epoca? Dove trovi modelli e tessuti ?

Beh… nel momento in cui rievochi hai bisogno di abbigliamento verosimile e consono all’epoca rappresentata. O lo compri o te lo fai. Ma comprarlo è dispendioso, quindi ho imparato a produrre abiti da solo! Si comincia per errori, con materiali che ‘sembrano’ corretti (come il tartan per ‘i Celti’) per poi cercare la cosa piú verosimile e storicamente attendibile (tweed di sola lana vergine possibilmente tinta con colori naturali). Idem per i modelli: ricerca online, libri, musei, contatti con esperti. Nulla è inventato anche se, a volte, le soluzioni  derivano da deduzioni logiche per mancanza di materiale originale esplicativo.

Siamo quasi arrivati alla fine di questa intervista: potremmo dire che nelle rievocazioni c’è una commistione tra divertimento ed educazione storica. Quale è il fine a cui tieni di più, che ti continua ad ispirare da 20 anni?

Il fine primo non è ludico ma educativo, poi che sia anche divertente per chi assiste e per chi rievoca… quella è un’altra questione. Ad esempio a settembre saremo al National Museum of Scotland di Edimburgo. Il nostro capo ha scritto tre libri sulle rivolte giacobite per cui è chiaro che quello che facciamo è divulgazione sulla storia, usi e costumi di differenti epoche e non la semplice festa medievale di paese.

Cos’è che ami di più della tua attività e cosa invece di meno? (ci dovrà pur essere qualcosa di imperfetto in mezzo a tanta meraviglia, no?!)

Dire cosa amo di piú è difficile: il lavoro che c’è dietro, le informazioni che si acquisiscono, il piacere di intrattenere il pubblico, la convivialità degli eventi e tanto altro. La cosa peggiore è lavorare spesso con gruppi che vantano un nutrito numero  di persone ma che  poi hanno grosse lacune in campo storico, non approfondiscono gli studi sull’epoca interessata e si affidano alla prima fonte che trovano, senza valutarne la validità, e che quindi fanno disinformazione, ma vengono comunque reclutati  da enti e organizzatori di eventi perchè fanno numero e spettacolo.

 

Siamo arrivati alla fine di questa intervista e di questo articolo, grazie mille Ettore per le tue preziose informazioni e per la tua passione! Per tutti gli altri… che aspettate?
Se desiderate sapere quando incrociare le prossime rievocazioni, chiedeteci! Siamo qui per questo!
Photo credits: www.alanbrecksregiment.org.uk

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