Scozia

VERONA SCOTTISH CHRISTMAS

Oggi dedichiamo l’articolo del nostro Blog all’esperienza veronese appena conclusa e che ci ha catapultato in Scozia…senza dover prendere l’aereo! Qualche settimana fa, grazie ad un messaggio mandatoci da Beatrice – la nostra amica del blog Nel cuore della Scozia– siamo venuti a conoscenza di un evento curato dall’associazione Culturale Verona Swing che già gli anni scorsi si era tenuto: il Verona Scottish Christmas. Approfittando dell’evento che si sarebbe tenuto Sabato sera, siamo partiti per un Weekend in città per unire l’utile al dilettevole e per scoprire Verona prima e dopo l’evento! Appena giunti in città, dopo un viaggio in auto di quasi 4 ore, siamo stati accolti al B&B Forever, nel centro di Verona e a 10 minuti di passeggiata dalla celebre Arena.

Dopo un buon pranzo in Piazza Bra e la visita dell’Arena di Verona (addobbata per il natale) abbiamo cominciato a camminare, macchina fotografica in una mano e cartina della città nell’altra. Fiancheggiando l’Arena siamo entrati in Via Mazzini, una bellissima stradina molto affollata, meta dello shopping di lusso e non solo: qui potrete trovare Gucci, Louis Vuitton ma anche Benetton, Pimkie e altri marchi. In circa 5 minuti siamo alla fine della Via e svoltando l’angolo a destra veniamo letteralmente inghiottiti da una fiumana di persone. Siamo davanti alla casa di Giulietta, resa celebre dalla tragedia di William Shakespeare. L’ingresso del portico che affaccia sul famoso balconcino è coperto da pannelli che il comune ha messo a disposizione di tutti i turisti e innamorati che lì possono lasciare la loro dedica, una frase o semplicemente le iniziali dei propri nomi. Nonostante la calca sia davvero tanta, anche noi lasciamo la nostra “orma” e ci avviciniamo al balcone che oggi fa parte del Museo Casa di Giulietta. Al di là dell’aspetto prettamente “turistico” siamo comunque all’interno di un grazioso portico medievale e chiudendo gli occhi non è difficile immaginare come potevano essere romantici gli incontri clandestini tra i due amanti. Le persone sono davvero tante e a malapena riusciamo a scorgere la statua in bronzo della fanciulla. E’ arrivato il momento di andar via da lì!

 

 

 

 

 

 

 

 

A pochi passi dalla Casa, entriamo in Piazza delle Erbe allestita per l’occasione da bungalow in legno per i mercatini di natale. Considerata una delle più belle piazze italiane, questa è una parte di Verona assolutamente imperdibile: elementi architettonici di varie epoche si sopvrappongono armoniosamente e il risultato finale è davvero bellissimo. Conserva ancora quell’imponenza ed importanza che aveva in passato: sede del foro in epoca romana e fulcro del commercio con gli Scaligeri. Da lì entriamo in Piazza dei Signori, chiamata dai veronesi Piazza Dante per la statua del Sommo Poeta che qui visse durante l’esilio da Firenze. La magia di questa piazza è assolutamente unica e senza farci pregare entriamo nel cortile interno del Palazzo della Ragione con la sua Torre dei Lamberti, la più alta della città da cui si gode un fantastico panorama su tutta Verona. Il cortile del mercato vecchio è una meraviglia architettonica di epoca medievale resa ancor più bella dalla Scala della Ragione, un elemento in marmo rosso che dona al tutto un carattere ancora più magico. Sapete che Verona è chiamata Urbs Picta (città dipinta) per la gran quantità di affreschi che decorano i muri della città? In questa zona ne abbiano vari e bellissimi esempi.

Piazza delle Erbe

Affresco in una delle facciate dei palazzi

E come non rimanere affascinati da questo?

Palazzo della Ragione con la celebre Scala della Ragione e sulla destra, la torre dei Lamberti

Dopo una sosta al villaggio di Babbo Natale nel portico, raggiungiamo le Arche Scaligere. Questi monumenti funebri sono di una bellezza ed imponenza uniche e ci offrono la possibilità di riflettere su quanto la famiglia Scala e il suo personaggio più famoso, Cangrande della Scala, siano stati importanti per la città.

Passando per la casa di Romeo (inspiegabilmente snobbata da tutti i turisti!) giungiamo al Duomo di Verona. Bellissimo l’esterno con un alternarsi di architettura Romanica e Gotica che sono andate a fondersi creando uno spettacolo senza eguali. Tra grifoni, santi, scene di caccia ed elementi fitomorfi entriamo nel Duomo e rimaniamo affascinati dalla maestosità di questa chiesa che paradossalmente si trova in una piazzetta quasi anonima rispetto agli altri monumenti della città. Purtroppo in quel momento si stava celebrano la messa e abbiamo potuto fare solo due foto di sfuggita prima di andar via.

Dopo una romantica sosta al Ponte Pietra in attesa del tramonto, finalmente torniamo verso la nostra macchina e ci dirigiamo a Rizza di Verona, per l’evento dello Scottish Christmas!

La sala del teatro è gremitissima e noi, pur arrivando con 10 minuti di anticipo, non riusciamo comunque a trovare poltrone libere. Poco male, ci “appollaiamo” in alto sulle scale… la visuale sul palco e su tutti i partecipanti è splendida!

Dopo le dovute presentazioni lo spettacolo -curato dall’associazione culturale Verona Swing– comincia e già siamo emozionati! Il gruppo di Pipers, gli Orobian Pipe Band ci lasciano senza fiato: bravissimi, carichissimi veramente con la Scozia nel cuore!  Alle loro spalle un’immagine dell’ Eilean Donan Castle innevato…ed è subito magia!

Ad accompagnare i pipers ci sono anche la Triskell Band ed un gruppo di ragazze della Gens D’Ys, scuola di danze popolari irlandesi e scozzesi. Lo spettacolo dura circa due ore tra momenti allegri, altri più drammatici. Abbiamo davvero apprezzato la scelta fatta di presentare ogni canzone con una breve spiegazione relativa alle storie che si nascondevano dietro ogni ballata. E’ così che ci siamo emozionati per la nostalgia di Glencoe, per le note scritte contro ogni guerra, per il ricordo del massacro di Culloden. Ma forse la storia -accompagnata da una bellisima melodia- che più ci ha colpito è stata quella del Piper Bill Millin. Siamo nel 1944, il 6 Giugno. E’ il D-DAY, il giorno dello Sbarco in Normandia. Le truppe Britanniche arrivano dal mare pronte a sbarcare a Sword Beach, nel nord della Francia per liberare quella parte di Europa dal controllo nazista. Di fronte a loro i tedeschi che cominciano a fare fuoco e i britannici  cominciano a cadere nel tentativo di raggiungere la spiaggia. Dalla folla impazzita che cercava di raggiungere la spiaggia e il vicino Pegasus Brige, si leva il suono di una cornamusa. E’ Bill Millin che per incoraggiare i suoi compagni e dar loro la forza di cui avevano bisogno, comincia a suonare in Kilt, senza alcuna protezione se non quella del tradizionale Sgian Dubh, il pugnale infilato nei calzettoni. Il suo coraggio viene ripagato, i britannici riescono a conquistare la spiaggia e il ponte e miracolosamente Bill sopravvive senza neanche una ferita. Molti anni dopo lui stesso chiederà ad uno dei tedeschi che erano presenti quel giorno “ma perchè non mi avete sparato?“. La risposta dell’ex comandante tedesco fu memorabile: pensavamo tu fossi un pazzo, perchè sprecare proiettili per un pazzo?

Un altro momento emozionante è stato sicuramente quello di Flower of Scotland, inno “non ufficiale” del Paese che ricorda le gesta eroiche di Re Robert The Bruce a Bannockburn, campo di battaglia nei pressi di Stirling che vide la disfatta degli inglesi. Successivamente Skye Boat Song, canzone scritta in onore di Flora MacDonald e del suo coraggio per salvare il Bonnie Prince Charlie dopo la disfatta di Culloden. Qui non c’erano Cornamuse ma lo spettacolo è stato ugualmente bellissimo. Infine, per salutarci tutti in maniera conviviale e da amici  proprio come si farebbe in Scozia, abbiamo intonato tutti insieme – accompagnati dal suono delle cornamuse – Auld Lang Syne. Questa dolcissima canzone, rielaborata e pubblicata nel 1792 dal bardo Robert Burns si canta in occasione dell’ultimo dell’anno, per salutare l’anno appena finito oppure in occasione di congedi, addii o separazioni. E’ un inno all’amicizia, al desiderio di ricordare con affetto chi ha fatto parte delle nostre vite e il tempo felice passato con loro.

Dopo i saluti e le foto di rito, siamo tornati al nostro b&b con il cuore pieno di gioia per la bellissima serata appena conclusa.

La mattina successiva, dopo un incontro con ben 7.000 Babbi Natale che si erano dati appuntamento in Piazza Bra per una corsa di beneficenza, siamo entrati al Palazzo della Gran Guardia. Qui abbiamo vissuto un’altra bellissima esperienza con la mostra Van Gogh Alive. Chi dice che l’arte debba essere per forza una noiosa passeggiata tra un quadro e l’altro? Questa mostra multimediale, tra pannelli espositivi enormi, musiche e momenti concepiti eccezionalmente, ci ha permesso di vivere i momenti cruciali della vita del celebre pittore, cogliendo le sfumature di una sofferenza intensa, madre di opere uniche.

La nostra esperienza veronese si è quindi conclusa. Sono stati due giorni emozionanti e bellissimi. Grazie Verona, grazie Assoziazione culturale Verona Swing, grazie Orobian Pipe Band, grazie Triskell Band e grazie Gens D’Ys. Alla prossima!

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