TRADIZIONI

YULE – IL NATALE CELTICO

Yule era il Natale Celtico. Tradizionalmente le celebrazioni per Yule iniziavano il giorno del Solstizio d’inverno e duravano 12 giorni. Ma nonostante questo fosse il periodo più buio dell’anno, ad essere festeggiata era la luce. Come tutte le celebrazioni Celtiche,  anche Yule era legato ai cicli della natura: il buio che incombeva rappresentava la morte del Vecchio Sole ma allo stesso tempo anche simbolo di ripartenza con un nuovo sole che avrebbe illuminato la prossima primavera. L’oscuritá ancora regna nel mondo, ma la luce lentamente inizia a prevalere. Dopo il Solstizio, la notte più lunga dell’anno, le giornate ricominciano poco alla volta ad allungarsi.

I riti e le celebrazioni di Yule erano quindi  tutti incentrati sul processo di rinascita del sole: l’uomo antico era spaventato e disorientato  dal buio, dall’oscurità e questo era il momento per accendere una luce sul futuro e sulla promessa di un nuovo sole. 

Come accadeva per le celebrazioni di Samhain, anche per Yule le antiche tradizioni sono giunte fino a noi, che spesso senza saperlo, ci circondiamo di simboli celtici.

Fra i simboli moderni del Natale che derivano da Yule compare l’uso del vischio e di piante sempreverdi, ovvio simbolo della persistenza della vita anche attraverso il freddo e l’oscurità dell’inverno. 

La famiglia celtica si riuniva intorno al camino e accendeva un grosso ceppo per scacciare gli spiriti malvagi. Poi, il pezzo di legno veniva adornato con rametti di diverse piante legate tra loro da un nastro rosso. Gli echi di questo antico rito oggi si ritrovano nell’uso dei centrotavola natalizi composti da piante sempreverdi, e del dolce “tronchetto di Natale”.

Ma anche il nostro albero di Natale deriva da un rito celtico. Per i 12 giorni di Yule veniva scelto e decorato un albero (solitamente un abete), simbolo della vita che non soccombe all’oscurità. Veniva decorato con frutta secca e candele e alla fine dei 12 giorni veniva bruciato per propiziarsi buona sorte e fertilità.

Una tradizione tipicamente scozzese era quella di preparare un pane intrecciato dalla forma rotonda con un foro al centro. La forma del pane rappresentava il nuovo sole e nel foro centrale andava poggiata una candela accesa che doveva ardere per tutta la notte. La mattina dopo la candela veniva buttata e il pane ricoperto da un canovaccio fino al giorno di Natale. Se nel corso dei giorni la crosta non si era rovinata, allora ne veniva conservato un pezzettino come portafortuna per tutto l’anno.

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