TRADIZIONI

HOGMANAY – IL CAPODANNO SCOZZESE

Hogmanay rappresenta la festa per l’ultimo giorno dell’anno ed ha radici antichissime. Questa giornata infatti rientrava nelle celebrazioni pagane dei i Dodici Giorni insieme a quella di Yule.

I Dodici giorni rappresentavano il periodo che andava dal solstizio d’Inverno e terminava con l’ Epifania. Era un momento di magia, un po’ fuori dal tempo, in cui la natura era padrona del grande buio.

Ma senza andare troppo indietro nel tempo, c’è anche un altro motivo per cui oggi Hogmanay si festeggia in grande stile in Scozia: perchè il Natale non è stato celebrato in Scozia  per più di 400 anni, fino al 1958 (per Santo Stefano bisognerà aspettare addirittura il 1974). Al tempo la Chiesa di Scozia era quasi una setta ed era molto potente tanto da essere riuscita a cancellare praticamente la festività cattolica del natale.

Questo ha fatto sì che a Capodanno si riversasse tutta la voglia di festeggiare. Ed è per questo che le celebrazioni iniziano già dal 30 con la Torchlight Procession. La Torchlight Procession è  la fiaccolata che divampa per le strade di Edimburgo ogni anno il 30 Dicembre. E’ una tradizione antichissima, che si rifà ad antichi riti celtici. Queste feste includevano l’accensione di falò, il lancio di torce e di barili infuocati, poiché il fuoco era, ed è tutt’oggi, simbolo di rinascita e nuovi inizi. Tradizionalmente la pelle degli animali veniva avvolta intorno ad lungo bastone per poi essere bruciata. Si diceva che il fumo così avrebbe allontanato gli spiriti maligni. Anche durante le celebrazioni vichinghe, che celebravano il solstizio d’inverno, palle di fuoco e torce rappresentavano il potere del sole di purificare il mondo.

La processione parte dal centro di Edimburgo e procede come un fiume in piena fatto persone e di luci. L’esperienza è così intensa e coinvolgente che la Torchlight Procession appare nella Top 25 Travel World Experience.

Il 31 invece i festeggiamenti si spostano nella parte nuova della città con lo Street Party – per chi ci fosse stato, siamo nella zona di Princes Street – ed è qui che si radunano quasi 400.000 persone ogni anno. Musica, alcool, esibizioni, tutto quello che potete immaginare! E ovvviamente i fuochi che partono dal Castello, immaginate lo spettacolo!

Nonostante ogni zona abbia poi dei festeggiamenti diversi – specialmente le zone dell’estremo Nord che hanno risentito della dominazione Scandinava e della presenza dei vichinghi – alcune tradizioni sono ormai delle pietre miliari in tutto il paese.

1) FIRST FOOTING: la prima persona che varca la porta  di casa dopo la mezzanotte è considerata come portatrice di buona sorte per il nuovo anno. Secondo la tradizione, il first footer deve esser un uomo dai capelli scuri che porti con sè biscotti e whisky. Si dice che questa tradizione risalga al periodo delle invasioni vichinghe perchè i vichinghi erano famosi per fare irruzioni nelle case senza decisamente essere invitati quindi l’arrivo di un uomo biondo avrebbe significato un pericolo imminente. 

2) AULD LANG SYNE: è la canzone di Hogmanay per eccellenza e nei paesi anglosassoni si canta per salutare l’anno appena terminato. Nasce proprio in Scozia e pare che a comporla sia statao Davide Rizzio, il segretario e amico (o amante?) di Mary Stuart. La canzone racconta dell’incontro di due vecchi amici che dopo molti anni finalmente si ritrovano, brinando alle esperienze passate e ai tempi andati.

3) CEILIDH: Balli tipici con musiche tradizionali

4) LOONY DOOK: tutti gli anni la mattina del 1 gennaio ci si ritrova a Southqueensferry, un paesino poco distante da Edimburgo sulle spoinde del Firth of Forth, il fiordo marino su cui affaccia anche Edimburgo. Le persone, travestite in maniera un po’ folle, si buttano nelle acque gelate per raccogliere fondi per organizzazioni locali.

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