TRADIZIONI

IL PROCESSO ALLE STREGHE DI NORTH BERWICK

 

Nel 1589 il re di Scozia Giacomo sposa Anna di Danimarca e poco dopo le nozze la neosposa si imbarca per raggiungere la Scozia. Sfortunatamente la traversata viene interrotta da una violenta tempesta. L’ammiraglio della flotta danese che accompagnava Anna, imputò la bufera all’uso della magia nera, accusando nello specifico una donna con cui aveva litigato prima della partenza. Una violenta caccia alle streghe scoppiò quindi in Danimarca e una delle prime vittime confessò sotto tortura i nomi di cinque donne che l’avrebbero aiutata con il maleficio; tutte e sei le donne confessarono di aver causato la tempesta ai danni della principessa mandando il diavolo ad arrampicarsi sull’albero maestro. Le donne furono bruciate vive e dopo aver sentito la notizia, Re Giacomo in preda al terrore, decise di prendere provvedimenti simili anche in Scozia dando il via ad uno dei processi per stregoneria più terrificanti di sempre: il processo di North Berwick.

È possibile trovare il resoconto del processo in un libello pubblicato nel 159. La lettura del pamphlet voleva mostrare cosa capita a chi fa uso della stregoneria e attenta la vita del Re; se i piani diabolici sono stati sventati, scriveva l’autore anonimo, è solo grazie all’intervento divino che aveva protetto Giacomo. L’accusa rivolta ai colpevoli era sì di stregoneria, ma anche di alto tradimento. Nell’opuscolo ricorreva spesso il binomio re-Dio in contrapposizione a strega-diavolo per far prevalere la figura di Giacomo come protetta da Dio e nemico del demonio. Ad essere accusate di stregoneria erano spesso donne povere, malate, indigenti. Erano le guaritrici, che curavano il prossimo con l’uso di erbe e tinture naturali o donne che presentavano segni particolari: capelli rossi, un neo o una macchia erano considerati chiari segni del diavolo.

Tutto iniziò con l’arresto di una serva, Geillis Duncan, poiché il suo padrone David Seaton sospettava della donna e delle cure che prestava nel villaggio tramite l’uso di erbe. Secondo l’uomo, le passeggiate notturne di Geillis erano abbastanza per ipotizzare un suo coinvolgimento. Così Seaton la rapì, le rasò i capelli e la spogliò dicendo di aver trovato sul suo corpo il simbolo del diavolo ( in realtà era un semplice neo sul collo). Sotto tortura per diversi mesi, Geillis fece il nome di altre donne e confessò di essere una delle streghe che si radunavano nel cimitero di North Berwick per incontrare il diavolo e scatenare malefici. Secondo le confessioni, streghe e diavolo erano coinvolti negli attentati alla vita di Re Giacomo di Scozia. Agnes, un’anziana levatrice, fu condotta al palazzo di Holyrood in presenza del Re e dei nobili scozzesi, ma nonostante le pressioni, la donna continuava a professare la sua innocenza. Non ottenendo il risultato sperato, il Re ordinò di intensificare le torture: le legarono arti e testa con delle corde e le rasarono peli e capelli per trovare il marchio del diavolo. Dopo questo supplizio Agnes confessò. Raccontò di come, durante la notte di Halloween, lei e altre duecento streghe si erano trovate a North Berwick. Qui il diavolo le aveva attese in chiesa, sul pulpito, e tutte avevano avuto rapporti carnali con lui e organizzato l’assassinio del sovrano.
Via via che Agnes raccontava, le storie diventavano sempre più inverosimili tanto che anche il Re cominciò a sospettare che fossero inventate di sana pianta finchè la donna non gli rivelò le parole esatte intercorse tra lui (Giacomo) e la moglie la prima notte di nozze; ciò lo spaventò tanto da obbligarlo a credere in tutto quello che ascoltava.

L’ultima confessione riportata nel pamphlet è quella del dottor Fian: fu imprigionato il 26 dicembre e, come le due donne, non parlò facilmente. Ma la sua tortura fu più atroce: gli venne torta la testa con una corda, le unghie vennero strappate con delle tenaglie e le gambe vennero spappolate sotto il peso di una morsa. Alla fine anche lui confessò di aver compiuto un maleficio su un suo rivale in amore. Alla fine di gennaio 1591, sulla collina dove sorge il castello di Edimburgo, fu prima strangolato e poi bruciato sul rogo insieme ad Agnes Sampson.

Il processo di North Berwick non fu un caso isolato. Infatti la stregoneria era considerata da anni un crimine. Le torture, le esecuzioni potevano essere praticate legalmente grazie allo Scottish Witchcraft Act e continuarono senza sosta per circa 200 anni fino alla sua abolizioe. Furono migliaia le persone condannate a morte e solo recentemente il governo scozzese ha chiesto formalmente perdono per questo periodo buio della storia di Scozia.

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